Saturday, April 09, 2005

Un Treno Diretto a Sud

Ieri la mia amica mi ha mandato un'email che richiedeva una preghiera per il Papa. Sul momento ho pensato che fosse ubriaca, mi ha fatto ridere che non ci fosse una nota umoristica alla fine, o almeno, mi ha sorpreso che mi avesse mandato una mail cosi'. A me! Possibly the least fan on the planet. Le ho scritto una mail dopo mesi che non ci sentivamo, dopo un eccesso di bullshit scoppiato in occasione di un matrimonio. Anyway, volevo essere umoristica, evidentemente non ci sono riuscita.

Penso a tutto il tempo passato a pensare, ci sono persone che devi accettare come sono. In fin dei conti, ho imparato tanto da lei. Io, sempre protagonista a tutti i costi, ho imparato a prendere il sedile posteriore. Lei era piu' protagonista di me, sia negli eccessi che nei momenti in cui mi guardava con senso di distacco, alla, fai pure tu! Ascolto gli U2 e penso a uno dei momenti piu' belli passati insieme, e non era un momento felice. C'erano gli U2 che cantavano Stuck in a Moment, e lei mi raccontava dei problemi che aveva col suo ragazzo, delle ragioni per cui dopo tanti anni non riusciva piu' a stare con lui, quando lui era la persona con cui pensava di stare tutta la vita. Era triste, e io ero triste per lei. Abbiamo pianto e ci siamo consolate, e quel momento da solo e' forse il piu' bello davvero di tutti gli anni che ci siamo conosciute. Anche tra i momenti buffi del nostro "epico" viaggio. Le tenerezza di poter parlare con qualcuno che ha il coraggio di dirti le cose che devi sentirti dire, io a lei e lei a me. C'e' un affetto intrinseco in quei momenti. Non so se da quella sera di qualche anno fa sia cambiata lei o sia cambiata io, o meglio ancora, siamo cambiate entrambe in direzioni opposte. Sono rimaste della nostra amicizia solo le cose che non hanno mai funzionato, quel senso di condivisione e' sparito. Per certi versi mi dispiace, anche se il nostro rapporto non e' mai stato semplice, o scontato. E' sempre stato una cosa da conquistarsi. Il che e' da solo la cosa piu' grande che ho imparato dal rapporto con lei. Lavorare per appianare le incongruenze, le differenze. Penso che la mia voglia, o la mia disponibilita' di lavorare per avere le persone nella mia vita non sia piu' cosi' forte. E' come se si nutrisse delle mie insicurezze, dell'inevitbile adolescente che mi porto dietro e che sta morendo, ogni giorno di piu'. Penso che sia la stessa cosa che succede a lei.

Penso che lo strappo che abbiamo creato sia difficile da ricucire. Ho pianto due giorni sulle cose che mi ha detto. Come me le ha dette, dove me le ha dette. Ma piu' della nostra litigata, penso che gli eventi del giorno prima mi abbiano allontanata da lei. Neanche le cose che ha detto e fatto lei, quelle che ha detto il suo ragazzo. Perche' l'unica fonte da cui lui poteva attingere per permettersi di trattarmi in un certo modo era lei.

E anche se pensavo che saremmo riuscite a parlare ancora, a ritrovarci in quel territorio fragile in cui riuscivamo ad essere anche buone amiche, adesso non ci credo piu’. Non sono ancora sicura di avere capito se mi dispiace o no.

1 Comments:

At 1:21 PM, Anonymous Anonymous said...

Bridging, rimettiti le scarpe bianche, i calzini rossi e torna in pista.
You can make it...

 

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